| lunedì 22 marzo 2010 h. 8:04 | direttore responsabile: Giuliano De Risi |
La Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (REGOLATA DALLA LEGGE 49/87), è parte integrante della politica estera e persegue gli Obiettivi internazionali di sviluppo economico-sociale.
Gli obiettivi generali della Cooperazione allo Sviluppo sono fissati nel quadro multilaterale (Nazioni Unite, Banca Mondiale, OCSE) e dell’Unione Europea. Gli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo, approvati dai Paesi dell’ONU nella Dichiarazione del Millennio del settembre 2000, costituiscono gli orientamenti fondamentali per le politiche di sviluppo.
Gli obiettivi specifici, geografici e tematici, della Cooperazione Italiana derivano anche dagli impegni assunti dall’Italia ai Vertici G8 di Genova, Kananaskis ed Evian e dei Consigli europei di Barcellona e Siviglia nei settori del finanziamento allo sviluppo, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile.
Le principali iniziative che la Cooperazione Italiana sta attualmente portando avanti sono:
· il Piano G8 per l’Africa, a supporto dei Paesi
del continente;
· il Piano d’azione del G8 a sostegno dell’educazione
per tutti (Education for All);
· il Genoa Action Plan del G8 per superare il divario digitale
e l’iniziativa italiana di e-government per lo sviluppo;
· la partecipazione al processo di riabilitazione e ricostruzione
in Iraq e la partecipazione al processo di pacificazione e ricostruzione
dell’Afghanistan, con un ruolo di “leader” nella
ricostituzione del sistema giudiziario;
· La partecipazione alla lotta alla fame nel mondo attraverso
la cooperazione bilaterale e le iniziative multilaterali: le attività
del Fondo speciale per la sicurezza alimentare della FAO di cui
l’Italia è il primo donatore. Gli interventi di aiuto
alimentare per lo sviluppo e nelle emergenze del PAM e il sostegno
finanziario dell’IFAD per lo sviluppo rurale;
· il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi
e la malaria;
· il sostegno all’Argentina a fronte della recente
crisi economica e finanziaria.
· La promozione delle riforme giudiziarie e legali dei
PVS per lo stabilimento di sistemi democratici;
· Salvaguardia dei patrimoni culturali e ambientali;
· Miglioramento e tutela della condizione femminile; lotta
al traffico di esseri umani; misure di prevenzione e lotta allo
sfruttamento dei minori nelle situazioni di rischio, conflitti
armati e nel lavoro.
Complessivamente, circa il 40% degli aiuti italiani viene erogato ai 49 Paesi classificati dall’ONU come Least Developed Countries; gli aiuti italiani allo sviluppo sono ripartiti geograficamente, Africa subsahariana (40%), Medio Oriente e Nordafrica (25%), Europa Balcanica (12%), America Latina (15%), Asia (8%).
Principali soggetti erogatori dell’APS italiano sono il Ministero degli Affari Esteri ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze (circa 1/3 ciascuno). Ad essi si aggiungono, per importi minori, altri dicasteri quali Ambiente, Attività produttive, Salute, Interni nonché gli enti della cooperazione decentrata (Regioni, Province, Comuni). L’ultimo terzo dell’APS italiano è costituito dai trasferimenti all’Unione Europea.
La Cooperazione Italiana sostiene i programmi realizzati dalle Agenzie delle NU, dalla Banca Mondiale e dagli organismi di integrazione regionale in Africa (IGAD, SADC, CILSS) ed in America Latina (CEPAL), il polo agricolo romano - FAO, PAM, IFAD, gli Organismi Internazionali operanti in Italia, come il Centro OIL e l’ UNICRI a Torino, gli Uffici UNIDO a Milano e Bologna, il Centro UNICEF a Firenze, l’Ufficio OIM a Roma, lo IAM a Bari, il deposito delle Nazioni Unite di Bari per gli interventi umanitari d’emergenza.
Rapporti strategici legano la Cooperazione Italiana al mondo del volontariato e alle ONG italiane attraverso il supporto alle loro attività finalizzate allo sviluppo sia sul piano della promozione delle iniziative sia su quello della loro valorizzazione in seno ai programmi predisposti dalle Agenzie delle NU e dall’Unione Europea.
Una nuova e fondamentale strategia distintiva della Cooperazione Italiana riguarda il crescente ricorso alla Cooperazione decentrata fatta con Regioni, Comuni, fondazioni pubbliche e private, Associazioni, Università e Centri di Ricerca onde muovere l’intero “Sistema Italia” verso importanti progetti di cooperazione allo sviluppo in conformità con gli Obiettivi di Sviluppo dell’ONU che postulano un crescente partenariato tra settore pubblico e privato nella lotta alla povertà ed alla grandi sfide globali.