| martedì 9 febbraio 2010 h. 6:27 | direttore responsabile: Giuliano De Risi |
(AGI) - Rangoon, 27 nov. - I diamanti "insanguinati" tornano a
sovvenzionare il regime birmano. Si e' conclusa lunedi' con un
ricavato di 150 milioni di dollari la grande vendita pubblica
di preziosi organizzata a Rangoon dalla giunta militare per
finanziare le casse dello stato. "Un vero e proprio successo",
secondo un portavoce della societa' statale Myanmar Gem
Enterprise (MgE), che ha curato la lunga asta durata 13 giorni,
la prima dopo la violenta repressione delle proteste dei
monaci. I lotti battuti all'incanto sono stati 3618. L'asta era
stata rimandata due volte per il timore che i numerosi appelli
al boicottaggio diminuissero significativamente il numero dei
compratori. La stessa first lady Laura Bush era scesa in campo
mobilitandosi, pochi giorni fa, contro la fiera delle gemme e
plaudendo al rifiuto di Tiffany, Cartier e dei gioiellieri
d'America di commercializzare le pietre che sostengono il
regime. Secondo i dati della Mge, il ricavato raggiunto e'
circa la meta' di quanto preventivato dalla giunta birmana, per
la quale la vendita pubblica di preziosi e' una delle entrate
principali in un paese che produce circa il 90% dei rubini
mondiali.
L'affluenza all'asta di Rangoon e' stata comunque molto
elevata, con quasi 2300 acquirenti stranieri, per lo piu' dalla
Cina, uno dei piu' stretti alleati del Mayanmar. Nel paese del
Sol Levante la giada birmana e' un prodotto molto apprezzato e
largamente utilizzato dall'industria dei souvenir, che sta
lavorando a pieno ritmo in vista delle Olimpiadi di Pechino
2008. Altro grande importatore e' la Thailandia, dove le pietre
vengono tagliate, pulite e smerciate sui mercati
internazionali, aggirando di fatto il bando imposto dagli Usa
alle importazioni dirette dalla Birmania.
La Myanmar Gems Enterprise ha dichiarato per il 2006
profitti per 300 milioni di dollari dal solo commercio dei
rubini, con un incremento del 45% rispetto all'anno precedente.
Le pietre provengono soprattutto dalla "Valle dei Rubini", a
nord di Mandalay, una zona altamente militarizzata e dove
l'accesso e' consentito solo ai residenti. Lo sfruttamento dei
minori e le condizioni igienico-sanitarie nelle miniere sono
state piu' volte denunciate dall'Onu. Dal 1992 le aste di
preziosi avvengono solitamente due volte l'anno ma il regime ne
ha recentemente incrementato la frequenza nel tentativo di
rimpinguare le casse del disastrato bilancio pubblico. Nel 2006
le vendite all'incanto sono state quattro.