| venerdì 12 marzo 2010 h. 7:06 | direttore responsabile: Giuliano De Risi |
(AGI) - Roma, 8 mar. - Nell'Afghanistan martoriato dalle bombe,
in cui il tasso di mortalita' materna e' uno dei piu' alti al
mondo (1,600 su 100,000), le donne non si arrendono: sono il
motore 'nascosto' del Paese. La Cooperazione italiana e' al
loro fianco, da anni impegnata per offrire l'opportunita' di
imparare un mestiere, di crearsi uno spazio. A Baghlan,
cittadina dell'omonima provincia, i rappresentanti della
Cooperazione hanno partecipato alla giornata delle donne al
Dipartimento provinciale del ministero degli Affari femminili.
"E' stata l'occasione", si legge in una nota della
Cooperazione, "per inaugurare un nuovo locale con cucina in cui
le donne, formate nel corso degli anni, avranno la possibilita'
di auto-sostenere le loro attivita' fungendo da punto di
ristoro per i vicini dipartimenti di altri ministeri.
L'occasione per donare loro arredi d'ufficio, computer e
stampati". Strumenti di lavoro "necessari per migliorare le
condizioni di altre donne e per fornire assistenza alle donne
che subiscono violenze, spesso all'interno della propria
famiglia". Ogni giorno 92 donne di Baghlan seguono corsi di
computer e inglese, di fotografia e ripresa televisiva (per la
prima volta nella provincia), di igiene personale e salute di
base finanziati dalla Cooperazione a Kabul. Il percorso
all'interno dell'edificio che ospita la Cooperazione e' segnato
dalle foto scattate dalle donne del corso di fotografia. "Forse
nessuna di loro diventera' una fotografa di successo, ma e'
un'occasione per imparare", si legge ancora nel comunicato,
"per sognare. Hanno imparato che anche una donna puo' fare.
Puo' 'essere'". E' con lo stesso spirito che la Cooperazione
italiana dal 2004 porta avanti progetti a favore delle donne
anche a Kabul. Un cammino lento, a volte faticoso. "Hanno
imparato a tagliare le pietre e fare gioielli, a cucinare e
gestire un ristoro, a mettere insieme lampade fotovoltaiche",
riferiscono dalla Cooperazione, "si punta a rendere tutte
queste attivita' auto-sostenibili e qualcuna di queste gia' ci
riesce, nonostante le tante difficolta'". Partendo dalla
cultura, dalle radici, dalla terra in cui si e' nate: a Herat,
area storicamente agricola, le donne possono diventare, grazie
al sostegno della Cooperazione 'piccole imprenditrici
agricole'. Tre progetti in corso in tre province, per un totale
di un milione di euro. In questo giorno, conclude la nota, "un
pensiero speciale va a Fawzia Kofi, parlamentare rappresentante
della provincia del Badakhshan, nel nord. Sabato scorso, mentre
rientrava da Jalalabad, poco distante dal confine con il
Pakistan, e' scampata a un attentato. Essere parlamentare.
Essere donna. E' rischioso in Afghanistan. Non si ferma pero'
l'energia delle donne afghane cui e' data l'opportunita' di
essere donne". (AGI)
Com/Gav
(AGI) - Roma, 8 mar. - E' un dato ancora troppo parziale per essere realmente indicativo, ma in 9 delle 18 province il premier iracheno Nuri al-Maliki e' in testa nello spoglio delle elezioni di ieri. Mancano ancora i risultati della regione di Baghdad, che potrebbe rivelarsi chiave perche' alto era il numero degli indecisi. Nelle province sciite l'Alleanza per il diritto, il partito di Maliki, e' in testa, mentre l'ex premier Iyad Allawi, a capo della lista Iraqiya , guida nelle aree sunnite. I risultati ufficiali non sono attesi prima della fine di marzo e dopo di allora ci vorranno mesi prima di riuscire a formare un governo, dato che ci si attende che nessun blocco riesca ad emergere come dominante. Il successo delle elezioni in Iraq "e' un segnale anche per l'Afghanistan". Ne' e' convinto Franco Frattini che, intervistato da SkyTg24, definisce l'alta affluenza al voto di ieri "un esempio importante". "L'Italia" ha ricordato il ministro degli Esteri, "e' stata impegnata fin dal primo momento e ha pagato anche un prezzo di vite umane perche' questo passo potesse essere compiuto". "Continuiamo a lavorare" ha aggiunto, "per la costruzione civile e lavoriamo su un piano piu' generale di formazione del personale". Riguardo l'esito del voto, Frattini dice si sperare che "ci sia un vincitore, nel rispetto delle regole verificando eventuali contestazioni ed eventuali irregolarita'" e che "si arrivi a una coalizione che possa governare l'Iraq per quattro anni". "Il Paese ha bisogno di stabilita' e di integrazione tra i vari gruppi" ha concluso, "e c'e' uno straordinario bisogno che la minoranza cristiana sia tutelata e per questo ci vogliono un vincitore e uno sconfitto". (AGI) Red